Prese a mare
Le prese a mare delle nostre barche sono un punto molto delicato e manutenuto periodicamente.
I vecchi metodi che utilizzavano i cantieri per verificare la sicurezza della presa a mare consisteva nel dare un martellata nella presa e nel passascafo; se si rompeva voleva dire che era da cambiare. Una altra prova abbastanza empirica era verificare il colore delle prese di ottone, se stava virando verso il rosso era da cambiare.
Per fortuna la comunità europea nel lontano 1988 ha definito gli standard per i materiali e la durata delle prese a mare per evitare che la corrosione non crei dei problemi che possono diventare molto seri.
In pratica i materiali possono essere in ottone, ottone anticorrosione (che poi è una lega di rame, zinco e altre piccole componenti di altri materiali) o bronzo e comunque la direttiva consiglia di sostituirle ogni cinque anni, massimo dieci per quelle anticorrosione.
Ho fatto questa piccola premessa per raccontarvi la mia storia sulle prese a mare nella barca che ho attualmente; devo dire che in tutti i cabinati che ho avuto nel corso del mio percorso da velista ( sempre acquistati usati) ho sempre sostituito le prese a mare come una delle prime manutenzioni necessarie a mantenere la barca in ordine ma soprattutto sicura.

Devo anche dire che quando lascio la barca in acqua senza la mia presenza per piu giorni mi preoccupo di chiudere tutte le prese. Detto questo appena acquistata la barca attuale, dopo alcuni anni ho deciso di sostituire le prese in quanto non sapevo da quanti anni erano installate quelle montate.
In Italia ci sono due produttori di prese a mare che forniscono dei prodotti di ottima qualità e hanno dei rivenditori in molti paesi europei compreso la Grecia dove si trova la barca. Fatto foto delle singole prese ho ordinato al distributore del Pireo i singoli pezzi e per sicurezza di non sbagliarmi ho smontato tutte le vecchie prese ( 8 ). E con quelle sono andato a prendere le nuove. Non vi dico la difficoltà nello smontare alcune prese, soprattutto quelle del WC di poppa e della presa dell’acqua salata; mi sono dovuto attrezzare con una cagnetta abbastanza robusta, scaldare con un cannello a fiamma per favorire la dilatazione del materiale ma dopo una giornata intera sono riuscito a toglierle tutte.


Il montaggio è stato molto semplice: dopo aver verificato che nello smontaggio non si fossero mossi i passascafi ho rimontato tutte le prese con una buona dose di teflon nella filettatura e doppie fascette per stringere i tubi sui collettori.




Premesso che il controllo lo faccio periodicamente, nel giro di pochi anni alcune prese sono diventate un po’ dure nella apertura e chiusura soprattutto quelle dello scarico dei WC; in questo caso gli acidi che passano in queste prese corrodono in parte le sfere di chiusura e tendono a bloccare la saraccinesca. Io faccio attenzione a scaricare il più possibile in modo che resti una acqua pulita e spesso aggiungo con la doccetta anche acqua dolce soprattutto se la barca resta ferma per lungo tempo ma capisco che i miei ospiti non hanno queste avvertenze.


Come si vede dalle foto togliendo il tubo di plastica si vede che l’ottone inizia e virare verso il rosso, inoltre non sono mai stati cambiati i passascafi anche per il fatto che vi è una resinatura interna che rinforza il passascafo. Da un po’ di tempo mi stavo documentando sulle prese a mare e relativi passascafi di un prodotto neozelandese realizzato in composito di nylon. Le prime versioni erano molto invasive come dimensioni e su alcune prese ero in difficoltà per alloggiarle e avevano il catalogo molto ristretto, ma da poco tempo sono usciti con un prodotto più snello di dimensione , con i passascafi adatti a uscire filo scafo come sono i miei in ottone e soprattutto certificati R.I.N.A. A questo punto ho preso la decisione consapevole che nel lavoro da fare c’era da togliere anche il rinforzo in vetro resina con la necessità di utilizzare anche il flessibile e di conseguenza fare un po’ di polvere ma ormai la scelta era fatta. Prima attività rasare con il flessibile la parte esterna per poter sfilare da dentro il passascafo.



Ho dovuto utilizzare una leva in acciaio per staccare la vetroresina e togliere la presa a mare ma con un po’ di fatica in un paio d’ore ho tolto tutte le mie otto prese ( scarico WC e lavandino bagno di poppa, presa salata motore, presa salata per i servizi, scarico lavandino cucina, scarico wc prua, scarico lavandino bagno prua, scarico doccia).

Con il mio scatolone di prese a mare e passascafi vecchi dopo aver verificato la disponibilità sono andato al Pireo e ho preso le nuove prese così non rischiavo di sbagliarmi. Un paio d’ore sono servite per togliere i residui di vetroresina e pareggiare il piano attorno al foro dei passascafi e pulire dalla polvere genrata. A questo punto è stato un gioco da ragazzi, un bel tubo di Sicaflex bianco una persona in esterno che infila il passascafo e lo tiene fermo per evitare che ruoti intanto che avvita dall’interno il dato di bloccaggio e in meno di mezz’ora tutti i passascafi sono montati. Sempre una persona che tiene bloccato per sicurezza il passascafo dall’esterno e uno che avvita con un po’ di teflon le nuove prese a mare.







Ho rimontato tutti i tubi messo come da regola le due fascette per ogni presa e il lavoro è finito. Dopo due giorni ho rimesso la barca in acqua e devo dirvi avevo un po’ di apprensione che vi fosse una trafilazione d’acqua ma tutto è filato liscio e sono ripartito per tornare al mio posto barca. Penso che per molti anni non avrò più il problema delle prese a mare confortato anche dal fatto che i migliori cantieri stanno installando queste prese a mare sulle barche nuove